Restiamo umani

di Giancarlo Cavinato

IL SENSO Di UMANITÀ si smarrisce se….

  • a Lodi si definiscono i bambini non italiani ‘zecche’
  • a Trento rappresentanti istituzionali non consentono a bambini non italiani di salire sulle giostrine
  • a Monfalcone non si consente l’accesso a scuola ai figli di lavoratori stranieri
  • non si consente l’iscrizione all’anagrafe di bambini nati da genitori che non hanno il permesso di soggiorno
  • si inventano distinzioni fra  emigranti( quelli di ieri, tra cui i nostri connazionali) e migranti( quelli di oggi, da respingere)
  • a Trieste un assessore si vanta di aver gettato in un cassonetto le coperte di un senzatetto
  • si istigano i peggiori sentimenti di chiusura, egoismo, rifiuto dell’altro, facendo leva su paure e senso di precarietà
  • si vuole censire i  bambini italiani  rom e sinti e si  abbattono le loro povere dimore
  • si sloggiano famiglie in situazione di povertà da alloggi occasionali
  • si proclama ‘la pacchia è finita’ per i migranti
  • si fanno decreti che rendono legale la vendetta personale e l’autodifesa
  • si lasciano per giorni   bambini donne anziani malati in mare usandoli come forma di ricatto verso altri paesi
  • si pensa di salvaguardare donne e bambini separandoli dai mariti, padri   per misure  ‘umanitarie’
  • si minacciano e si aggrediscono esponenti della stampa e dei media impedendo un’informazione corretta
  • si ripete lo slogan autoassolutorio ‘aiutiamoli a casa loro’ mentre si sottraggono a interi  paesi risorse, si vendono armi, si compromette l’ambiente e si esportano i nostri stili di vita ai ricchi
  • si lasciano nei lager libici  o rimettono nelle mani di aguzzini persone che hanno passato mille traversie e subito violenze inaudite  e soprusi rendendosene complici

ma si resta UMANI   se..

  • ci si riconosce in una comune umanità
  • si conosce e riconosce il fondamento della propria dignità e autonomia personale nella socialità, nell’incontro, nella responsabilità, nella cura dei beni comuni
  • ci si apre alla partecipazione fra gli altri, con gli altri
  • si educa al rispetto, alla coesione, alla partecipazione, alla solidarietà senza preclusioni
  • si aprono  porte- nelle case e nelle città- e si abbattono  muri fisici e mentali
  • si mantiene viva  una memoria del nostro passato del 900 che sappia riconoscere gli errori, le storture, le tragedie per evitare di ripeterli 
  • quando l’ingiustizia diventa legge si pratica la disobbedienza civile nella società e nelle istituzioni
  • si rivendicano e si adottano la bontà, la verità, la bellezza, la fratellanza  come valori non ‘buonisti’ ma in sintonia con la Costituzione italiana e con le carte internazionali dei diritti umani
  • si costruiscono strumenti di analisi e critica delle informazioni per una valutazione serena e non ideologica dei dati di realtà
  • si opera con l’arte, la bellezza, il gioco, il canto, l’ironia per superare paure e diffidenze, rompere stereotipi, cancellare pregiudizi, facendo leva sulle risorse e le potenzialità di ognuno/a (come a Longuelo, Bergamo, dove le svastiche sono state ‘trasformate’ in decorazioni artistiche: ‘dal letame nascono i fiori’)

     Giancarlo Cavinato